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giovedì 16 agosto 2018

La semplicità di credere di diventare hacker con pochi euro, diventando vittime inconsapevoli.

Al giorno di oggi moltissime persone sono a conoscenza dell’esistenza di una parte sommersa della rete parlo del Darkweb, il quale è abbastanza semplice da visitare con l’ausilio di tor browser e fin qui sembra tutto scontato, fino a quando qualche giorno fa mi imbatto in diversi forum hacking e mi ritrovo a leggere di gente che con estrema semplicità proponeva servizi di pirateria di ogni genere, e venendo all'elenco dei servizi e facendo qualche domanda in chat privata la spiegazione è molto elementare, coloro che si professavano guru della rete erano quattro scalmanati che una volta recatisi nel deepweb attraverso software per accedervi si sono imbattuti in market place illegali dove con pochi euro si potevano avere software di dubbia provenienza e sicurezza che permettevano tutta una serie di servizi senza avere estrema difficoltà e/o preparazione per bucare reti wifi ecc, bisogna specificare che tutti i servizi che mirano a fare degli accessi abusivi a sistemi informatici di qualunque entità o genere sono perseguiti penalmente con pene molto severe per i trasgressori. 

Per sentirsi Hacker la gente al giorno di oggi oltre non conoscere un minimo significato della parola, crede di potersi improvvisare spendendo pochi spiccioli e successivamente proponendosi al migliore offerente, il che fa pensare a due cose molto importanti, la prima è che la parte oscura della rete ossia il darkweb, permette di sicuro un accesso ad una serie di contenuti legali ed illegali che nel web in chiaro per via dei vari filtri e censure non è possibile trovare tutelando anche i minori da contenuti a dir poco inappropriati, La seconda invece riguarda la minaccia legata alla privacy dei propri dati personali, in quanto molti sprovveduti non sanno che pur avendo l’imbarazzo della scelta sulla varietà dei prodotti disponibili su questo panorama commerciale illecito sia ha inoltre la conferma che nella parte sommersa del web si può acquistare davvero di tutto, variando dalle pagine di phishing agli strumenti per craccare le password acquistabili per pochi euro. 

Naturalmente la stragrande maggioranza degli utenti che acquistano tutto questo non partono dal presupposto che oltre ad essere a buon prezzo, esso può essere uno specchio per le allodole in termini di software venduti per attirare potenziali vittime in quanto i programmi stessi sono trojan o peggio ancora servono per creare delle bootnet e permettere di estendere la rete del pirata informatico che utilizzando la diffusione di un software che promette miracoli invece buca da dentro le difese del pc degli utenti sprovveduti che si fanno facilmente raggirare per la loro leggerezza ed aggiungerei stupidità. 

Il buon senso è ed rimane la migliore arma contro la stupidità e le truffe telematiche e/o crimini informatici, assicuratevi di avere il vostro sistema operativo sempre aggiornato con gli aggiornamenti di sicurezza più recenti e un buon internet security che vi garantisca anche l’apertura dei file in una zona protetta dove vi garantisce di verificare un software di qualunque natura prima di utilizzarlo senza correre rischi e se volete un consiglio se non siete del mestiere ma volete diventarlo perfezionate e migliorare le vostre capacità con corsi specifici che partono dalle basi per farvi arrivare a livelli di preparazione graduali e formarvi realmente piuttosto che rischiare oltre di fare figure barbine di cacciarvi in guai più grandi della vostra immaginazione stessa, la rete l’informatica e tutto ciò che gira intorno ad essa può essere usato a fin di bene per lavorare e tutelare gli utenti fate la scelta giusta e non fate cose illegali ricordate sempre che il crimine non rimane mai impunito. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

martedì 31 luglio 2018

Mytutela l’app che ti difende dai Bulli e dagli Stalker

Il suo nome è Mytutela si tratta di un'app di sicurezza personale sviluppata da un team di esperti di Cybercrime ed informatica forense che permette di raccogliere ed acquisire le tracce digitali di reati di cybercriminalità, quali CyberBullismo e CyberStalking applicando algoritmi di calcolo che garantiscono l’autenticità e la provenienza delle fonti di prova.
Il continuo crescere dei reati in rete tramite i social network non permette di trascurare il fattore paura nelle vittime che purtroppo spesso non riescono a trovare la forza di reagire alla situazione e si isolano rimanendo vittime del criminale di turno sia esso uno stalker o un bullo.
Mytutela è stata pensata per la tutela delle vittime di stalking, molestie, bullismo, che spesso rimangono nell'ombra e non denunciano le violenze subite, per paura di non essere credute o credono di non riuscire a dimostrare la colpevolezza del criminale.
Questa App, infatti, attraverso una serie di algoritmi ed altre funzioni permette di archiviare le potenziali prove del reato subito o dell’atto persecutorio in moda da poter successivamente stampare dei report da portare direttamente alle autorità, in fase di denuncia, senza dover ricorrere al supporto in ambito informatico da parte di un esperto in computer forensic, facendo risparmiare tempo, energia e soldi delle costose perizie alla vittima.

Inoltre essendo estremamente semplice il suo utilizzo è possibile che tale app possa essere usata da chiunque disponibile al momento solo per la piattaforma android su playstore.

Di sicuro un progetto ammirevole che merita di essere sostenuto e promosso non solo per le sue potenzialità ma soprattutto per il suo fine benefico di Tutela per coloro che subiscono dei reati e non riescono a denunciare, un app nata per tutelare e proteggere, il grande potere dell’informatica usata a fin di bene.

Il Fenomeno del Sexting

Oggi parleremo del sexting, inteso come l'invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente tramite lo smartphone o tramite altri canali di e mezzi di comunicazione informatici. 

Tale termine risale al 2005 in quanto per la prima volta fu usato in un articolo sulla rivista australiana Sunday Telegraph Magazine. 

il sexting nel 2018 può essere suddiviso nelle seguenti tipologie: 

• Scambio di immagini e testi solamente tra due partner 

• Scambi di immagini e testi che non coinvolgono solo i due partner ma sono condivisi con altri soggetti estranei alla relazione 

• Scambi di immagini e testi tra soggetti che non intrattengono ancora una relazione ma dove almeno una delle due parti desidera averla 

Il sexting, è divenuto rapidamente una vera e propria moda fra i giovani soprattutto occidentali, ha come fine lo scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con lo smartphone, o nella pubblicazione tramite via telematica, attraverso canali come chat, social network, internet e varie applicazioni.

Il problema più grande che non viene preso in considerazione dai giovani di oggi che sono attirati da questo fenomeno è quello della diffusione, mi spiego meglio se ad esempio una ragazza invia dei messaggi di sexting ad un ragazzo in teoria dovrebbe essere tutelata visto che il destinatario dei messaggi è un solo utente, ma nel momento in cui questo destinatario prende la decisione senza consultare il mittente di condividere il contenuto dei messaggi a sfondo sessuale allora si innesca un fenomeno di diffusione a macchia d’olio che purtroppo è estremamente difficile contenere e nella maggior parte dei casi impossibile, in quanto come ben sappiamo un file immagine di qualunque estensione .jpg .png .gif ecc e/o un file video, una volta inviato viene ad essere generata una copia ed esso a sua volta condiviso con un numero indefinito di utenti ulteriormente si replica all’infinito, quindi non basta cancellarlo dal dispositivo del destinatario se quest’ultimo lo ha condiviso.

Questo deve far riflettere bene sulla diffusione dei propri contenuti e con chi li si condivide, il concetto di privacy oggi ha enormemente subito drastici e sensibili cambiamenti ed evoluzioni in quanto le nuove tecnologie oggi posso seriamente mettere a rischio la nostra riservatezza, ma usando un bel po’ di buon senso molte situazione imbarazzanti possono essere evitate sin dal principio. 

Considerando i gli enormi rischi in cui bambini e adolescenti si possono imbattere navigando sul web, va sempre più aumentata la vigilanza sui propri figli da parte dei genitori, e creare sempre più campagne di sensibilizzazione ed educazione partendo dalle scuole nell’utilizzo consapevole e sicuro dei mezzi informatici che permettono l’accesso dei minori e degli adolescenti in modo da scongiurare altri fenomeni ancora più gravi quali adescamenti in chat su social network da parte di malintenzionati che sfruttano l’ingenuità dei minori per commettere reati ed abusi. 

Bisogna ricordare che Il possesso, la produzione, l'invio di materiale a sfondo sessuale in Italia è considerato reato quando vede coinvolti minori di 18 anni (Legge 6 febbraio 2006, nº 38). 

La tecnologia è una grande risorsa che mette a disposizione numerosi strumenti per poter vigilare correttamente sui propri figli attraverso programmi che permettono di monitorare i siti web visitati filtrare e bloccare parole e contenuti inappropriati sui motori di ricerca e le chat scambiate sul pc, mentre su dispositivi mobili è possibile con l’ausilio di applicazioni dedicate avere un controllo adeguato sull’uso e sulle abitudini dei minori, affidandosi a personale qualificato e specializzato in questo ambito potrà supportarvi nello scegliere il sistema migliore per tutelare i bambini e gli adolescenti nella rete. 

Il mondo si evolve ad una velocità che nemmeno noi stessi non possiamo minimamente immaginare, la tecnologia lo fa ancora di più e per poter evitare un problema nella rete bisogna iniziare a conoscere l’informatica dalle sue basi e usare le conoscenze per prevenire il problema nella sua fase iniziale, se una la si conosce è molto più semplice controllarla ed eventualmente prevenirla.

domenica 3 settembre 2017

Phishing: E' Responsabile l’istituto di credito se non adotta adeguate misure di prevenzione e sicurezza

Cassazione Civile - Sezione I - Sentenza N. 2950/2017

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 


1. Per quanto ancora rileva, con sentenza depositata in data 8 marzo 2011 la Corte d' Appello di xxxxxx: a) ha rigettato l'appello principale proposto da xxx avverso la decisione di primo grado, che aveva respinto la domanda intesa ad ottenere la condanna di xxxxxxxxxxxx a risarcire il danno derivante da due operazioni (una di giroconto e l'altra di bonifico), eseguite in assenza di sue disposizioni e di cessione a terzi dei codici personali di accesso al sistema che consentiva le operazioni on fine; b) ha dichiarato inammissibile l'appello incidentale tardivo proposto da xxxxxxxxx avverso il capo della sentenza di primo grado, che l'aveva condannata al pagamento delle spese nei confronti di xxxxxxxx, chiamato in giudizio, unitamente ad xxxxxxxxx, quale beneficiario delle operazioni, e ritualmente costituitosi. 

2. La Corte territoriale ha ritenuto: a) che, a tacere dell'assenza di prova certa, quanto all'estraneità del xxxx rispetto al bonifico disposto in favore del xxxxx, comunque, secondo l'accertamento del giudice di primo grado, le misure di sicurezza on fine di xxxxxxx, caratterizzate dall'utilizzo di un sistema di crittografia dei dati di riconoscimento del cliente, erano tali da escludere che l'accesso alle funzioni fosse consentito a chi non era conoscenza delle chiavi di accesso; c) che pertanto le operazioni in questione erano state rese possibili dalla mancata custodia o comunque da un incauto comportamento del correntista, tale da consentire la sottrazione dei codici mediante tecniche fraudolente; d) che l'appello incidentale non poteva essere proposto nel termine previsto dall'art. 334 cod. proc. pen., dal momento che l'impugnazione proposta da xxxxxxxx si correlava ad una domanda di garanzia impropria, autonoma, per soggetti e titolo, rispetto a quella formulata dall'attore in via principale. 

3. Avverso tale sentenza, il xxxxxx propone ricorso per cassazione affidato a due motivi. 

Resistono con controricorso xxxxxxx e il xxxxx; il xxxxxxx non ha svolto attività difensiva. 

Nell'interesse del xxxxx e di xxxxxx sono state depositate memorie ai sensi dell'art. 378 cod. proc. civ. 

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo si lamentano violazione o falsa applicazione degli artt. 1218 e 2697 cod. civ., nonché vizi motivazionali, per avere la Corte territoriale omesso di applicare le regole in tema di ripartizione dell'onere probatorio. 

Nel caso di specie, era stata rigettata la domanda con la quale l'attore aveva denunciato un inadempimento contrattuale della controparte, nonostante la mancanza di dimostrazione che le operazioni contestate fossero state eseguite attraverso i codici di accesso del ricorrente. 

2. Con il secondo motivo si lamentano violazione o falsa applicazione degli artt. 1218, 2697, 1710, 1768, 1856, 2050 cod. civ., nonché vizi motivazionali, per avere la Corte territoriale ritenuto, in assenza di prova da parte di xxxxxx, l'idoneità del sistema di sicurezza adottato, nonostante l'attore avesse documentato le numerose frodi informatiche subite dai clienti di xxxxxxxxx. 

3. I due motivi, esaminabili congiuntamente per la loro stretta connessione logica, sono fondati. È indiscusso che, nel nostro ordinamento, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno o per l'adempimento deve provare la fonte (riegoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi poi ad allegare la circostanza dell'inadempimento della controparte, mentre al debitore convenuto spetta la prova del fatto estintivo dell'altrui pretesa. costituito dall'avvenuto adempimento (v., ad es., Cass. 20 gennaio 2015, n. 826) ovvero dell'impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. 

Tale generai principio ha trovato una sua specificazione, con riguardo all'utilizzazione di servizi e strumenti con funzione di pagamento, che si avvalgono di mezzi meccanici o elettronici, in quanto si è ritenuto che "non può essere omessa (...) la verifica dell'adozione da parte dell'istituto bancario delle misure idonee a garantire la sicurezza del servizio (. . .); infatti, la diligenza posta a carico del professionista ha natura tecnica e deve essere valutata tenendo conto dei rischi tipici della sfera professionale di riferimento ed assumendo quindi come parametro la figura dell'accorto banchiere" (Cass. 12 giugno 2007, n. 13777; v. anche Cass. 19 gennaio 2016, n. 806). 

2 In tale cornice di riferimento, si osserva: a) per un verso, che la sentenza impugnata erroneamente attribuisce rilievo, per una delle due operazioni delle quali si discute, all'assenza di prova certa dell'estraneità del ricorrente, laddove era piuttosto necessario accertare in positivo la riconducibilità dell'operazione a quest'ultimo; b) per altro verso, che la possibilità della sottrazione dei codici del correntista, attraverso tecniche fraudolente, rientra nell'area del rischio di impresa, destinato ad essere fronteggiato attraverso l'adozione di misure che consentano di verificare, prima di dare corso all'operazione, se essa sia effettivamente attribuibile al cliente; c) che, pertanto, ai fini del rigetto della domanda risarcitoria, non era sufficiente dare rilievo al - peraltro presuntivamente affermato - incauto comportamento del xxxxxxx, che avrebbe consentito la sottrazione dei codici. Va aggiunto che, sebbene alla vicenda non sia applicabile ratione temporis (le operazioni delle quali si discute risalgono infatti al settembre 2005) la direttiva 2007/64/CE del Parlamento europeo e del consiglio del 13 novembre 2007, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, cui è stata data attuazione con il d. lgs. 27 gennaio 2010, n. 11 (v., in particolare, artt. 10 e ss.), il punto di equilibrio divisato da tale disciplina risulta essere sostanzialmente in linea con le regole generali relative alla ripartizione della prova in tema di inadempimento contrattuale e di verifica della diligenza dell'agente professionale. 

Infatti, l'impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile al soggetto obbligato (art. 1218 cod. civ.) richiede la dimostrazione di eventi che si collochino al di là dello sforzo diligente richiesto al debitore. Ne discende che, anche al fine di garantire la fiducia degli utenti nella sicurezza del sistema (ciò che rappresenta interesse degli stessi operatori), appare del tutto ragionevole ricondurre nell'area del rischio professionale del prestatore di servizi di pagamento, prevedibile ed evitabile con appropriate misure destinate a verificare la riconducibilità delle operazioni alla volontà del cliente, la possibilità di una utilizzazione dei codici da parte di terzi, non attribuibile al dolo del titolare o a comportamenti talmente incauti da non poter essere fronteggiati in anticipo. 

4. In conclusione, il ricorso principale va accolto, con conseguente cassazione della sentenza e rinvio, anche per la regolamentazione delle spese, alla Corte d'appello di Trento in diversa composizione. 

P.Q.M. 

Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la regolamentazione delle spese, alla Corte d'appello di Trento in diversa composizione. Così deciso in Roma, in data 4 ottobre 2016

martedì 27 maggio 2014

Il Furto di Identità nell’era del web


Da qualche tempo avrete sentito parlare di furto di identità sul web, ma vediamo nello specifico a cosa ci si riferisce, con il termine si intende l’utilizzo improprio e quindi non autorizzato in nessun modo dell'identità di un'altra persona, e spacciandosi per la stessa, con l’obiettivo di benefici quali accesso a finanziamenti, informazioni personali del soggetto truffato e dei suoi contatti e molto altro ancora. 

La vittima del furto di identità può subire conseguenze molto negative, ad es. se il ladro di identità commette dei reati on line o medianti enti creditizi, nel caso in cui non si riesca a dimostra il furto dei propri dati la persona risulterà responsabile in mancanza di prove che ne dimostrino il contrario.

 La normativa Italiana tutela ogni soggetto con l'articolo 494 del codice penale, il quale sancisce che: Chiunque al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all'altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici è punito se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno. Tale articolo ha come oggetto la tutela della persona che è vittima del furto d'identità. 

Basti pensare che nell'era delle nuove tecnologie dove i social web ormai permettono di far interagire, comunicare e cooperare in tutto il globo con una semplice, connessione sia in versione che web che mobile, tale fenomeno si è molto diffuso a tal punto che ad esempio Social Network come Facebook richiedono la presenza del cellulare quindi nello specifico del numero telefonico per la registrazione e di conseguenza per l’attivazione di un profilo, oppure i client di posta che ormai chiedono dati di identificazione ben specifici per profilare una vera identità del titolare dell’utilizzatore di tale servizio di comunicazione.

 Naturalmente negli anni anche le normative in merito a tale fenomeno si stanno evolvendo per cercare di arginare e di contrastare il problema, infatti la Cassazione Penale, con una sentenza (Cassazione penale, Sezione V, 08-11-2007, n. 46674 ), ha sancito la configurabilità del reato di sostituzione di persona nel caso in cui si apra un account di posta elettronica intestandolo al nome di altro soggetto, comportando ciò l'induzione in errore non tanto dell'ente fornitore del servizio quanto dei corrispondenti i quali si trovano ad interloquire con persona diversa da quella che ad essi viene fatta credere, è logico pensare che questa è solo una delle innumerevoli casistiche, su cui un domani la legge italiana dovrà legiferare. 

Non bisogna nemmeno dimenticare che un buon 80% degli utenti utilizzatori di sistemi vari di accesso ad internet oggi con molta facilità lascia dati personali in maniera molto leggera su siti forum ecc, queste disattenzioni in molti casi possono costituire violazione di privacy e problemi non indifferenti come casi di furto di identità, anche perché l’utente medio conosce poco il modo di navigare in maniera sicura sul web. 

Tale problema spesso è riconducibile ad una cattiva gestione dei propri dati da parte degli utenti stessi e in alcuni casi dai servizi utilizzati dagli utenti e forniti da aziende che con poca attenzione non tutelano e non mettono al sicuro tali informazioni. 

Qualche giorno fa è stato reso noto che un attacco di pirateria informatica presso i server del colosso Americano di aste on line Ebay, ha rischiato di mettere in pericolo dati personali degli utenti, naturalmente si tratta solo di nome, mail e indirizzo, quindi dati non finanziari, nonostante le numerose misure di sicurezza che il Sito possiede, ciò sta a significare che il Cyber-Crime è in netta crescita e che sono gli utenti stessi a doversi documentare almeno a livello base per poter evitare che si configuri anche una semplice possibilità di furto di dati. 

 Infatti bisogna studiare un minimo e capire che il pc non serve solo per navigare o per chattare ma che va utilizzato una volta sul web con cautela, vanno effettuati gli aggiornamenti che di volta il in volta le Software House rilasciano per il proprio sistema operativo, aggiornare ed utilizzare sempre antivirus ed anti-malware, oltre al fatto non trascurabile di utilizzare un bel po’ di buon senso e ragionamento durante tutte le fasi della navigazione. 

 Da almeno 10 anni a questa parte sono nate diverse Aziende che si occupano di proteggere l’identità sia on line, che creditizia di Persone fisiche e Persone Giuridiche al fine di tutela contro il furto di identità, Tali servizi possono senza alcun dubbio aiutare ma se non parte da noi stessi la tutela nel valutare le nostre azioni in maniera preventiva non credo ci sarà mai una soluzione definitiva per scongiurare problemi di questo tipo.

venerdì 23 maggio 2014

Ebay vittima di un Cyber-Attacco!!!

Il Colosso Americano di vendita on line vittima di un attacco di pirateria informatica. Gli Addetti ai lavori rassicurano gli utenti: circa la sicurezza de dati finanziari che non sono stati compromessi.

Durante la notte compare un post sul blog ufficiale di Paypal: “eBay chiederà a tutti gli iscritti di cambiare password”. Nessuna altro contenuto di testo, ma solo il titolo. Dopo di che il post sparisce in pochi minuti, ma parecchi hanno avuto  il tempo di condividerlo sui social e sul web in generale con un effetto virale.

Per fare chiarezza Il team di Ebay sul proprio blog ufficiale , comunica che pirati informatici sono entrati nei server del più grande Portale  di aste on-line dell’intero pianeta.

Dopo accurate indagini interne che si sono conclusi due settimane fa, il Colosso Americano ha comunicato di non avere prove effettive di attività fraudolente nei confronti dei suoi utenti  in quanto le informazioni finanziarie vengono memorizzate separatamente in formato criptato, comunque viene ad essere consigliata la modifica delle password che contribuirà a migliorare la sicurezza ulteriormente, infatti nei prossimi giorni tutti gli iscritti saranno invitati a cambiare la password, con comunicazioni direttamente da Ebay.

Il Cyber-Attacco nei server di eBay risale tra fine febbraio e inizio marzo 2014, e potrebbe riguardare informazioni del tipo: nome dell’utente e la password criptata, indirizzo email, l’ indirizzo fisico , il numero di telefono e la data di nascita.

Ebay comunica inoltre , i database violati non contengono informazioni finanziarie o altre informazioni personali riservate, e in nessun caso contiene i dati di Paypal, anche perché tali dati di vengono memorizzati separatamente su una rete sicura, e tutte le informazioni sono crittografate con algoritmi inattaccabili.

Che dire Ebay è un colosso ma il rischio sicurezza ha colpito anche lui, quindi non resta che cambiare le proprie credenziali e tenere sotto controllo il proprio conto PayPal.

martedì 20 maggio 2014

Microsoft rilascia un aggiornamento di Explorer anche per XP

A cura di Nicola Centorrino

Come ormai tutti sanno il vecchio e caro sistema operativo di Casa Microsoft: Windows Xp nelle sue varie versioni è stato dismesso, cioè a partire da giorno 8 di aprile 2014 la Software House non ha rilasciato più aggiornamenti per questo OS, naturalmente le macchine che montano XP sono Miliardi in quanto la migrazione per molte strutture non è semplice e veloce come potrebbe sembrare, senza tralasciare che il nuovissimo Pupillo di Redmont vale a dire Windows 8 stenta a decollare viste le sue numerose innovazioni ripsetto al suo antenato XP, di conseguenza come si era previsto, essendo terminato il supporto numerosi pirati informatici si sono messi all’opera per poter utilizzare le varie falle create dalla mancanza di aggiornamento del firewall di Windows.

Come già detto in precedenza persino il Governo Americano stesso si trova in difficoltà in quanto quasi il 10% dei Pc presenti presso le sue strutture utilizza ancora Windows XP, e non solo tanti altri governi ed enti hanno sottoscritto con Microsft dei contratti di manutenzione e in questo momento loro insieme a tantissimi altri utenti si trovano in una situazione di enorme disagio vista anche la campagna di rinnovo da parte delle Software House produttrici di antivirus che comunicano che entro la fine del 2014 termineranno anche loro gli aggiornamenti per il deceduto Windows Xp.

In conseguenza di ciò, viste le minacce informatiche che si stanno diffondendo in questi mesi per la navigazione Web su internet mediante una falla del Browser Explorer, tale vulnerabilità era presente dalla versione 6 alla versione 11, Microsoft essendo molto attenta alla sicurezza e tutela dei propri utenti ha deciso di  rilasciare alle ore 19 del 1 Maggio 2014  sotto forma di aggiornamento automatico chiudendo tale falla con il bollettino di sicurezza MS14-021.

Ancora uno spiraglio di vita per XP? o solo delle pezze in attesa di completare la migrazione di tutti gli utenti, staremo a vedere nel frattempo vi consiglio vivamente di iniziare a prendere confidenza con i nuovi sistemi di Casa Microsoft a partire da Windows 7 che sembra avere  una crescita abbastanza buona rispetto all’ultimo arrivata Windows 8.

venerdì 21 marzo 2014

Hacker si diventa con i corsi universitari



Negli USA due atenei aprono i corsi di hacking per insegnare agli studenti come difendersi dai cyber criminali veri.

Un hacker è la persona più idonea per la protezione una rete ed i sistemi adesso connessi.

 Gli studenti della Facoltà di ingegneria e informatica della Case Western Reserve University e della Cleveland State University inizieranno dei corsi di Specializzazione in hacking.

Le due Università infatti sono pronte a far partire il primo di tre corsi che riconoscerà crediti agli studenti particolarmente abili nell’arte dell'hacking.  

Il fine di questi corsi di specializzazione è quello di insegnare le tecniche di sicurezza per debellare attacchi da virus, phishing, trojan e altre minacce informatiche, questo dimostra che studiando i punti deboli del tuo nemico solamente in questo modo potrai rendere innocui i suoi attacchi.

Inoltre vi sono delle sovvenzioni che provengono dalla National Science Foundation, che ha stanziato un finanziamento di 200mila dollari per lo sviluppo e la creazione dei corsi di Hacking, al fine di formare e preparare i futuri esperti del settore di domani ad ogni necessità per eventuali Attacchi di pirateria informatica.

Come orami tanti sanno le minacce arrivano anche via hardware non solamente via software e proprio per questo  ci sarà una parte di tali corsi dedicata alla contraffazione dei componenti elettronici, in cui si tratterà ad esempio l'installazione di chip con trojan integrati

Grazie a questo approfondimento gli studenti saranno in grado di capire ed analizzare anche dal punto di vista fisico: chip, schede e circuiti riuscendo cosi ad analizzare e validare hardware e sistemi.

Windows XP termina la protezione, i computer del governo Americano a rischio attacchi hacker



I computer del governo Americano non sono stati ancora tutti aggiornati con i nuovi sistemi operativi che garantiscono maggiori prestazioni e soprattutto protezione.
Il Colosso Editoriale Americano "Washington Post" lancia  il grande l'allarme: rischio di attacchi di pirateria informatica per migliaia di pc presenti presso l’amministrazione del governo americano dal prossimo 8 aprile 2014 data in cui Microsoft sospenderà supporto ed aggiornamenti per Windows XP nelle sue varie versioni. 
Secondo un'inchiesta del  Colosso Editoriale Americano, nonostante le numerose funzioni di aggiornamento dei sistemi delle attrezzature presso gli uffici una percentuale che si aggira intorno 10% dei computer governativi continuerà a essere presente con Windows XP
Il problema sorge dal fatto che a partire dal mese di Aprile 2014, il firewall protettivo di Microsoft, smetterà di funzionare ed essere di conseguenza aggiornato, rimarranno così vulnerabili agli hacker: informazioni militari ecc.
Esperti di Intelligence e Sicurezza già avvertono che gli hacker da tempo si preparano per la fine del supporto su  Windows XP
Il Sistema Operativo di casa Microsoft Windows XP era stato messo in commercio nel 2001 e da quel momento ha coperto l’intero globo con supporto per Miliardi di Pc ed attrezzature informatiche sia in ambito Business, Home ed in questo caso anche Militare.
Da questo allarme adesso ci si aspetterà di sicuro un tempestivo intervento di prevenzione da parte degli esperti di Intelligence e Sicurezza del Governo Americano, visto che Microsoft si è rifiutata di estendere il supporto senza venir pagata dal Governo USA. 

mercoledì 11 gennaio 2012

Come mettere la password alle tue cartelle

Quante volte vi trovate a condividere il vostro pc o notebook con i familiari o gli amici, il primo pensiero che può sorgere sono le cartelle che non volete che vengano aperte da curiosoni e magari che vi cancellino qualche file nel caso in cui ci siano inesperti a usare il pc.





 

Il rimedio a questo rischio è un software che si chiama Folder Guard e vi permette di scegliere le cartelle e assegnargli una password di accesso in modo che non si possa aprire se non si conosce la parola chiave, andiamo a conoscere meglio questo programma.






Folder Guard è un programma che permette di mettere al sicuro i file, le cartelle, in modo che l'utente possa impedire l'accesso alle cartelle mediante l'impostazione di una password oppure nascondere agli altri utenti le cartelle rendendole invisibili. 





Ci sono inoltre degli strumenti per gestire gli accessi alle risorse dei sistemi operativi Windows xp, Vista e Win7 e alle periferiche di archiviazione esterne come chievette usb o harddisk esterni. 

Un buona soluzione per tutelare la sicurezza delle vostre cartelle e file.

Per scaricarlo basta andare sul sito ufficiale cliccando qui

martedì 27 dicembre 2011

Tieni d’occhio la Tua Privacy con il nuovo servizio “Io sul Web”: di Google


Da pochissimo  è disponibile anche in Italia il servizio “Io sul Web”: del colosso Google che ti avvisa via e-mail,  quando i tuoi dati personali vengono utilizzati e inseriti online da altre utenti e ti suggerisce gli strumenti efficaci per poter eliminare i contenuti indesiderati.

Google vuole far notare come oggi, è difficile monitorare la propria identità su internet con il continuo scambio di informazioni sui portali, chat e social, forum ecc...

Questo servizio è stato studiato per debellare e punire eventuali violazioni della privacy, ispezionando continuamente tutta la rete, che per un comune mortale o un utente privato sarebbe impensabile. 

Tale strumento, ti permette di gestire i risultati, visualizzati a seguito di una ricerca sul motore di ricerca Google.

Per usare il servizio, basta seguire pochi semplici passi:

1) Andate su questo indirizzo http://www.google.com/dashboard.

2) Accedete al pannello di controllo inserendo user cioè la vostra email e password (se non lo possedete basta crearlo in 2 minuti cliccando in alto nell’apposita voce).








3) Andate nella sezione “Io sul Web” del pannello di controllo di Google e cliccate sulla voce “Imposta gli avvisi di ricerca per i tuoi dati”. Vi si aprirà una finestra.






4) A questo punto flaggate le voci “Il mio nome” e/o “I miei indirizzi email” per indicare i dati personali su cui ricevere gli avvisi.

5) Adesso scegliete la “frequenza” degli avvisi nella relativa casella a discesa.

6) Ora indicate, nella casella “Invia tramite”, l’indirizzo email sul quale volete che vengano inviati gli avvisi.

7) Infine non resta che fare clic su “Salva” per completare la configurazione del servizio offerto gratuitamente da Google.

Di sicuro è un servizio innovativo che potrà dare un grande aiuto ad ognuno di noi per tutelare la propria privacy e sicurezza da eventuali furti di identità, ecc ma come ogni nuovo strumento ha bisogno di essere sempre più perfezionato per essere efficiente al 100%, fatto sta che il colosso Google traccia sempre più la linea di demarcazione tra le sue enormi potenzialità e il resto del web.